Morconese - Antique Assisie


 

                                          

                                               

 

Le Antique Assisie a Morcone

Morcone possedeva, come altri paesi medievali, un insieme di leggi scritte in latino su pergamena che erano state decise dagli amministratori del tempo che avevano man mano diminuito i poteri dei ricchi. Nel 1381 le Antique Assisie rischiavano di andar perdute già in diverse località. L'unico possibile rimedio alla paventata sciagura sarebbe stato quello di fare una copia delle Assisie; però non ne bastava una la cui conformità con l'originale fosse semplicemente attestata da un Notaio, occorreva un duplice di esse la cui confezione doveva essere utilizzata da chi ne aveva indiscutibilmente il potere. Soltanto così si sarebbe potuto evitare o validamente respingere, eventuali azioni avversarie.

Si può ipotizzare che la persona cui spettava il diritto di concedere tale autorizzazione fosse il sovrano oppure il feudatario; si può ipotizzare che la stessa dovesse essere data dal feudatario previa licenza o con successiva ratifica del sovrano.

Tali possibili dubbi erano eliminati dal fatto che feudataria di Morcone era allora la regina Margherita di Durazzo, moglie di Carlo III, la quale si trovava in Morcone dal 26 giugno 1380. Per sfruttare tali favorevoli circostanze, il 10 luglio 1381, chiamati dal suono della rituale campana, il Mastrogiurato Riccardo dei Boccacci, i giudici annali Leonardo Guarnerio e Muzio Grasselle, i sei del consiglio, cioè Meolo de Giorgio, Guglielmo Sadotto, Pietro de Gualterio, Boccaccio dei Boccaccidi, Roberto di Giovanni de Roberto e Guglielmo di Sicilia nonché il milite Carlo d'Afflitto, il giudice  ai contratti Onorevole de Dario, Gualtieri e Giovanetto de Milo e Nicola Paradiso si adunarono nella Chiesa di San Marco Evangelista, che era il luogo dove solitamente si tenevano le riunioni consiliari, ed qui deliberarono di chiedere alla regina il permesso di confezionare un duplice delle Antique Assisie.

Dopo di che tutti insieme si recarono al castello. Giuntivi, esposero il caso e chiesero il permesso.

La regina, venendo incontro al destino dei suoi fedelissimi vassalli, concesse, prescrisse ed ordinò che venisse formato il nuovo ordine delle Antiche Assisie e dette incarico all'Università di far eseguire materialmente il lavoro da chi volesse.

Il relativo provvedimento fu messo in atto dall'Università conferendo l'incarico di scrivere le nuove pergamene al Notaio Antonio de Dario, che era quell'anno scriptor della terra di Morcone.

Egli eseguì lodevolmente il suo lavoro e lo terminò il 5 agosto 1381.

 

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