Morconese - Morcone


 

 

 Morcone

 Sul pendio del monte Mucre una cascata di case coi tetti di cotto scivola giù nella valle del Tammaro: Morcone. Tra Benevento e Campobasso, sulla punta estrema del nord della Campania – prima dell’ultima località che è Sassinoro – Morcone è una cittadina dove perdersi e rincontrarsi. Un luogo romantico resistito al terremoto del 1980, quasi integro, salvandosi dalla fobia del nuovo, nonostante le edificazioni moderne verso valle. Un luogo dove le pietre sembrano parlare, dove le scale calcaree offrono giochi labirintici e circondano le bellissime case invitando il visitatore ad entrarvi. Un luogo dove la serenità è padrona. Insediamento sannitico, Morcone fu gastaldato longobardo, sede vescovile e Arcipretura nullius. Nel 1381 la regina Margherita, moglie di Carlo III di Durazzo re di Napoli, soggiornò nel castello di cui oggi resistono tracce suggestive. Con gli aragonesi la cittadina fu feudo dei Gaetani, dei Carafa, dei Baglioni. Oggi Morcone è un abitato che sintetizza al meglio la struttura medievale che si sviluppò dentro le sue mura fortificate con varie porte – tra le quali è rimasta solo la porta di San Marco – con una serie di edifici marcatamente liberty, dai delicati colori e arricchimenti floreali, che sembrano la continuazione teorica dell’invasione di piante e fiori che delineano scale, scalette e fontane del paese. Per chi viene a Morcone, tra le varie sorprese, ci sarà proprio quella di notare la cura e il grande amore per le piante, quasi il paese fosse una serra aperta sotto il cielo. Arredamento urbano, quest’ultimo, sicuramente spontaneo ma che sembra quasi studiato: persino tra le pietre spuntano incontenibili fiori di collina. Tutto questo perché Morcone è terra ricca di fiumi e torrenti che danno al territorio una florida vegetazione. La forza di Morcone è la sua struttura storico-architettonica. Con un intervento felice all’indomani del terremoto del 1980, una equipe di architetti ha “ritoccato” con grazia alcuni tra gli edifici e le chiese più rappresentative del paese. Non può sfuggire l’innesto nuovo-vecchio praticato sul palazzo municipale, nel cuore del centro storico. Un grosso coperchio di vetro e acciaio ha colmato i danni del tempo e del terremoto, in una sintesi unica per un paese del genere: la struttura termica in alto con un belvedere “trasparente” che domina la valle. Nel rispetto totale della storia è invece stato il recupero della Casa Sannia, dimora della famiglia Sannia fino agli anni ’50 e originaria del XVI-XVII secolo.  

Ma, l’intervento che sicuramente sbalordirà è quello praticato sulla chiesa-cardine del paese, San Bernardino, patrono di Morcone. Edificata tra il 1515 e il 1608, fu distrutta da un incendio nel 1917: oggi è anche esss sintesi tra trasparenza moderna e antiche pietre. Interessante la finestra sul pavimento che rivela le catacombe dei frati; la facciata ariosa e pulita stilisticamente, come un ricamo geometrico, presenta eleganti piastrelle cerretese che incorniciano le vetrate. Davanti alla chiesa, la piazza omonima offre, ancora una volta, un volo per l’occhio sulla verde valle. Un piccolo gioiello è la chiesa dedicata a Sant’Onofrio. Posta all’ingresso di piazza della Libertà, Sant’Onofrio è il trionfo del legno e della semplicità. Con marcate similitudini con le chiese sudamericane, la chiesa trova il suo trionfo nel grande quadro posto sull’altare – anonimo – che raffigura la Madonna del Carmine e Sant’Onofrio. Non può mancare una visita a Santa Maria de Stampatis, santuario settecentesco con il bellissimo campanile, anch’essa a strapiombo sulla valle. E dopo San Giovanni, San Nicola, San Marco Evangelista, comparirà il alto, vicino al castello, quella di San Salvatore, ora divenuta museo. Avvolta nel verde, a poca distanza, la chiesetta di San Rocco è famosa per la novena che vi si pratica e per la sagra della fresa che si svolge il 16 agosto. Luogo dove è di casa la serenità, dicevamo. Ma Morcone è anche luogo dove si apprezza e si fa buona musica: ogni anno il concorso pianistico internazionale “Serghej Rachmaninov”, organizzato dall’Accademia Murgantina si svolge nella chiesa di San Bernardino che è anche auditorium. Musicisti e artisti varii, in una terra che sarebbe ed è l’ideale rifugio per chi voglia dipingere nel cuore di una natura ancora quasi intatta. È il caso di Clelia Ragone, pittrice napoletana che ha scelto di vivere nella bellissima casa di famiglia, nel cuore di quel labirinto di scale. Morcone è anche terra archeologica. Nei progetti comunali, ai primi posti, è il recupero della civiltà popolare legata alla transumanza. Questo perché, tra l’altro, nella valle del Tammaro, è presente un segmento del tracciato di un tratturo romano ed interessanti reperti archeologici. Da considerarsi come bene storico, l’antico tratturo era la struttura condizionante dello sviluppo culturale, civile ed economico del comune di Morcone e di tutte le attività, pastorizia, produzione alimentare, in particolare il formaggio pecorino, lavorazione di lana. Morcone è un luogo fantastico che offre moltissimi spunti per passeggiate nella natura e per vivere in pace.

  


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